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Sono nato il 30 luglio 2011... il giorno del mio incidente stradale con la mia moto. Proprio così da quel giorno, ho capito cosa potevo fare anche senza una gamba, cose che non facevo nemmeno con due!

E quello è stato l’inizio della mia seconda vita... molto più bella di quella precedente. Ero una persona molto egoista, pensavo prevalentemente ai beni materiali e mi nascondevo dietro agli alibi per non assumermi le mie responsabilità. Doversi rimettere completamente in gioco è stato il modo per recuperare completamente me stesso.

Nei 7 mesi di convalescenza non ho perso tempo a compatirmi e vedere i cambiamenti subiti dal mio corpo, ma a pensare a tutte le cose che potevo ancora fare e, soprattutto, in che modo.

Sono partito dalle basi: iniziare a fare il padre con le mie due figlie, cosa che erroneamente avevo un po’ sorvolato. Ottenere la fiducia delle persone più vicine a me mi ha aiutato a riprendere fiducia in me stesso, da lì ho iniziato a dare il 100% su tutto, nel lavoro, nei rapporti familiari, nello sport, nel sociale, e ho visto che impegnandomi realmente potevo riuscirci.

La mia passione è sempre stata la moto sia in strada ma soprattutto in pista, proprio per questo il mio primo pensiero è stato capire se avevo ancora il coraggio di correre nelle piste a 300 km/h anche senza una gamba, trovando soluzioni, usando una protesi.

Mi sono rimesso in gioco completamente, e dopo precisamente 400 giorni dal mio incidente, sono tornato a correre a livello agonistico.

Quel giorno ho provato l’emozione più bella della mia vita.

Ero riuscito a superare le mie paure!

Dal punto di vista affettivo ho ricostruito un buon rapporto con le mie figlie e i miei familiari, tutto questo spiega quanto io preferisca la mia seconda vita.

Con la nostra volontà, impegno e passione possiamo raggiungere risultati incredibili e in questo, penso di esserne una dimostrazione.

I sogni sono fatti per essere realizzati.

Nella settimana successiva al mio ri­torno in pista, ho avuto moltissimi at­testati di stima, in particolare da parte di ragazzi con disabilità. Mi sono con­centrato proprio su questo ed ho pen­sato a cosa potevo fare per aiutare altre persone che avevano la mia stessa pas­sione per le moto, nonostante i loro problemi fisici e i loro timori. Insieme alla mia compagna, anche lei motociclista, abbiamo creato una scuola per ragazzi disabili che voleva­no tornare in moto e riprovare le mie stesse emozioni: la Onlus “Di.Di. Di­versamente Disabili”

       

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        diversamentedisabili.it

Emiliano Malagoli

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